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La pernice bianca alpina

 

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La pernice bianca alpina

 

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Lo spostamento dell’areale di distribuzione è una delle principali risposte osservate da parte di molti organismi al cambiamento climatico. Tale fenomeno coinvolge non solo specie animali, ma anche vegetali. Specie con areali distributivi di bassa latitudine o quota, il cui limite settentrionale o altitudinale è imposto da basse temperature, possono espandere il loro areale verso latitudini maggiori o quote più elevate, risultando così favorite. Le specie con areali distributivi di alta latitudine o quota, sono invece più sensibili alle alte temperature e, dunque, costrette a contrarre l’areale verso latitudini maggiori o quote più elevate. Tali contrazioni provocano una diminuzione dell’areale e di conseguenza un aumento della frammentazione e dell’isolamento delle popolazioni.

Di recente in Piemonte, nel Parco Naturale Alpe veglia e Alpe Dèvero, è stata condotta una ricerca per cercare di comprendere quali effetti i cambiamenti climatici possano avere su una popolazione di Pernice bianca alpina (Lagopus muta helvetica, Thienemann, 1829).

La Pernice è un galliforme contraddistinto da una muta invernale bianco candido, frequenta quote comprese generalmente tra i 2300 ed i 2700 m.s.l.m. ed è quindi molto sensibile alle alte temperature.

Lo scopo dello studio è stato quello di analizzare se nella popolazione, monitorata dal 1996 al 2015, si sia verificato o meno uno spostamento altitudinale delle quote di osservazione di maschi territoriali. I risultati hanno portato ad affermare che è presente un incremento annuale pari a 7.092 ± 1.352 m/anno, in concomitanza di un decremento della popolazione pari al 46%. Nella popolazione è pertanto in atto uno spostamento altitudinale verso l’alto, che coincide con una diminuzione degli habitat idonei disponibili. E’ stato identificato nella risalita altitudinale del limite del bosco una delle possibili cause del fenomeno osservato.

Va sottolineato come, nell’area di studio, la principale causa della risalita del limite del bosco non sia il cambiamento climatico ma bensì il progressivo abbandono da parte dell’uomo delle aree montane. Queste, in passato interessate da attività agricola, lasciano spazio a nuova colonizzazione forestale, creando così un ambiente non più idoneo alla Pernice bianca. Uno studio Svizzero evidenzia infatti come queste abbandonino quelle aree nelle quali sono presenti Larici (Larix decidua) con altezza superiore ad 1m.

La Pernice è solo una delle tante specie che rischiano l’estinzione locale e, nel peggiore dei casi globale, per via del cambiamento climatico e di uno scorretto utilizzo del suolo da parte dell’uomo. La sua estinzione rappresenterebbe un grave danno irreparabile alla complessa e magnifica biodiversità che caratterizza l’intero arco alpino.

Luca Riboldi

Sezione scientifica guardie ecozoofile

Laboratorio Verde FareAmbiente Lombardia Onlus

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