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La comunicazione animale

 

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La comunicazione

Vivere è comunicare.

 

 

 

 

 

I modi e le strategie con cui questo dialogo si realizza variano a seconda della specie.

La postura, la chimica dei feromoni, la mimica facciale, le vocalizzazioni, anche la tipologia degli habitat gioca un ruolo importante.

Un’appartamento, una savana, un deserto, una foresta lussureggiante, influiscono diversamente nella comunicazione. Nella foresta l’intrico di foglie e rami hanno reso possibile processi evolutive a tutte quelle specie che hanno fatto del mimetismo un arte. La foresta rende difficoltosa la comunicazione visiva, pertanto gli animali hanno elaborato un’avanzata comunicazione acustica; basti pensare alle specie predatrici notturne.

Spesso, per comunicare, gli animali utilizzano strutture anatomiche dedicate: la siringe, negli uccelli, è l’organo vocale per eccellenza. Le vibrazioni indotte dal passaggio dell’aria attraverso quest’organo possono produrre vocalizzazioni molto complesse. La sua conformazione è specie specifica per questo uccelli diversi producono canti e suoni estremamente diversi.

Maestri in questo campo, gli uccelli si servono delle loro doti canore per qualsiasi scopo: il corteggiamento della femmina, gli scontri per il territorio, l’interazione uomo-animale.

Anche gli oceani non sono da meno in questo concerto globale. I canti delle megattere si propagano melodiosi nelle acque che li ospitano e sono tra i suoni comunicativi più complessi del regno animale. Questi giganti dei mari, lunghi fino a 15 metri e pesanti ben 40 tonnellate, riescono a esibirsi in questi concerti naturali per oltre 10 ore consecutive.

Il loro linguaggio è composto da minimi elementi, le unità, che si uniscono tra loro per formare frasi a loro volta ripetute in temi, i quali possono poi essere eseguiti seguendo precisi schemi che danno origine a canti molto lunghi.

Torniamo però con i piedi sulla terraferma e parliamo di animali a noi più vicini: Fido e Micio, ormai i protagonisti delle nostre case.

… un po’ di storia …

Fido, il miglior amico dell’uomo, è stato addomesticato 12000 anni fa. Recenti studi molecolari dimostrano che l’ancestrale del cane è il lupo. Ad oggi esistono circa 400 specie canine che variano in morfologia, taglia, colore e tessitura del pelo.

La presenza dei cani nella quotidianeità della vita dell’uomo portò notevoli vantaggi: donavano protezione, difendevano gli allevamenti e grazie a loro si modificò la tecnica della caccia rendendola meno faticosa. I primi gruppi di cani infatti, erano cacciatori: scovavano, inseguivano e atterravano l’animale selvatico al posto dell’uomo.

Con l’andare degli anni, fino ai giorni nostri, il cane diventò un aiuto anche per il traino, per la difesa di cose e persone; viene ora impiegato per la cattura di criminali e la ricerca di droga, esplosivi, persone; sostituisce gli occhi dei non vedenti e con la pet therapy porta gioia nel cuore di grandi e piccini.

L’addomesticazione del gatto invece è più recente e risale a circa 4000 anni fa. Micio fece capolino nell’Antico Egitto dove rappresentava la dea Bastet e per questo veniva venerato in tutto l’antico Egitto. Ad esso venivano dedicati templi, poesie e invocazioni e quando i felini lasciavano la vita terrena venivano mummificati e venivano posti accanto a mummie di topi perché avessero cibo sufficiente per tutta l’eternità.Era venerato in quanto proteggeva i granai dai topi e quindi il popolo dalla carestia.

Si dice che l’abissino incarni il vero gatto egiziano, ma il gatto egiziano per eccellenza resta il Mau, dallo splendido manto maculato, la corporatura agile, le fattezze simili a quelle trovate nelle pitture parietali delle tombe e nelle statue. Senza titolo2
Gli egizi divennero talmente devoti alla dea Bastet e ai gatti che promulgarono leggi per punirne gli uccisori e per impedirne l’esportazione, ma i mercanti fenici riuscirono a contrabbandarne alcuni nei paesi del Mediterraneo fino in Italia e da qui i gatti si diffusero in tutta l’Europa. Nel corso del X secolo i gatti giunsero in Gran Bretagna e da lì i primi coloni li portarono nel Nuovo Mondo.

Il Medioevo fu il periodo più buio per Micio. Tutte quelle caratteristiche particolari che lo avevano portato ad essere venerato, ora venivano interpretate come l’impersonificazione del diavolo: soprattutto se di colore nero, finiva spesso al rogo insieme alle streghe. Secondo alcune credenze l’uomo pagò la sua stupidità e le violenze sui gatti con il diffondersi della peste, quest’ultima favorita dal fatto che i topi avevano vita facile.

Ma come comunicano Fido e Micio ? Con le vocalizzazioni e la postura!

La nostra abilità a comprendere correttamente la loro comunicazione ci porta non solo a capire il messaggio che il nostro amico a quattro zampe tenta di inviarci, ma anche a stabilire con lui un rapporto di completa unione comunicativa, base della fiducia che lui stesso ci vorrà donare. Fido e Micio comprendono fino a circa 50 parole differenti, sta a noi porre le basi per un corretto dialogo avvalendoci anche della comunicazione posturale, cinetica, mimica e, naturalmente, di quella olfattiva. Per fare in modo che il nostro pet comprenda bene quello che vogliamo trasmettergli è necessario essere coerenti verbalmente e paraverbalmente. E’ tutto un gioco di toni verbali, timbri di voce e gesti.

D’altro canto, con il tempo, loro potranno imparare a capire il nostro comportamento … noi impariamo fin da subito a decodificare il loro !

… cosa pensa il nostro cane …

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Per capire il nostro Fido bisogna conoscere la posizione delle orecchie, della coda, delle zampe, la mimica facciale, la postura del corpo e la piloerezione e alcuni schemi comportamentali ripetuti: l’invito al gioco, gli schemi predatori, il rituale di accoppiamento.

 

… cosa pensa il nostro gatto …

 

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Il nostro Micio comunica con noi attraverso la postura e la mimica facciale. Aumenta la propria dimensione corporea gonfiandosi grazie all’orripilazione e tendendo i muscoli e accovacciandosi quando ha la necessità di spaventare qualcuno. Anche le sue orecchie ci aiutano a capire le sue intenzioni! E’ tranquillo se sono portate di lato e rilassate … è interessato a qualcosa quando sono portate leggermente in avanti … ma scappate di corsa quando le porta alte all’indietro!

 

Questo è un vero e proprio dizionario bilingue!

Conoscerlo è veramente importante per stabilire quella fiducia che solo gli animali riescono a donarci !

 

<< Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali >>
     (I. Kant)

 

 Annalisa Barbieri,

Sezione Scientifica, Assistant & Office Support Laboratorio Verde FareAmbiente Lombardia Onlus

 

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